mercoledì 26 marzo 2014

Background: Kassandra Nivelen

Kassandra Nivelen nasce da un’antica e nobile famiglia dedita alle arti magiche. Tuttavia ella non segue le orme dei suoi genitori come incantatrice; il suo carattere solitario e silenzioso la portano a preferire la solitudine delle foreste. Fin dall’infanzia Kassandra passa sempre più tempo in mezzo alla natura; la foresta, gli animali che la abitano, la pioggia e il sole che la nutrono, diventano il suo universo, di cui impara a conoscere ogni segreto.
Una notte, l’elfa viene svegliata da una luce abbagliante: degli uomini, ubriachi dopo una cena, avevano dato avventatamente fuoco a dell’erba secca, il quale era diventato presto un incendio che stava divorando l’intera foresta. Kassandra, svegliatasi giusto in tempo, riesce a salvarsi per un soffio ma non poteva ormai fare più nulla: della sua foresta, la sua casa, ormai rimaneva la cenere, ma nei suoi occhi divampava la rabbia! Voleva avere tra le mani quegli stupidi umani che avevano distrutto ogni cosa, voleva catturarli ed ucciderli per farli pagare di una simile atrocità, ma era solo una giovane elfa, non aveva armi e comunque non aveva mai imparato a maneggiarne una. Li dovette così lasciare andare impuniti.
Decide quindi di imparare a tirare con l’arco, aveva bisogno di un’arma, non avrebbe mai più permesso di rimanere impotente; si addestra così giorno e notte, implacabile, e diventa un tutt’uno con il suo arco.
Raggiunta ormai la maturità Kassandra decide di partire, il suo villaggio non poteva più essere la sua casa, voleva viaggiare, vivere a stretto contatto con la natura e i suoi abitanti, conoscere ogni suo angolo, vedere cose nuove, posti nuovi. Viaggia così di foresta in foresta, di regione in regione, sempre in solitudine, seguendo le sue sole leggi, alla ricerca di emozioni e avventure. Da quella notte in cui aveva rischiato la vita nell’incendio diffida degli umani, provando disprezzo per l’arroganza che dimostrano di avere verso la natura, e quindi non evita scontri con loro, anzi: impara a conoscerli e a saperli sconfiggere.
Dopo due anni di vagabondaggio decide di fare ritorno al suo villaggio dai suoi genitori, ma ne faceva ritorno cambiata, diversa, cresciuta; non era più la giovane elfa indifesa che anni prima era dovuta rimanere con le mani in mano mentre la sua casa veniva bruciata, ora sapeva cacciare, non si lasciava mai scappare una preda, era capace di muoversi inosservata tra gli alberi e di percepire qualsiasi suono della natura.
Giunta a casa viene a sapere che un suo cugino, un mago di nome Silgor, stava per partire per un lungo viaggio in direzione della cittadina portuale di Riddleport e i suoi genitori le chiedevano di accompagnarlo per assicurargli protezione. Kassandra, seppur combattuta, accetta; questo viaggio le avrebbe permesso di migliorare nell’arco e di diventare una più abile cacciatrice e, inoltre, le avrebbe permesso di conoscere a fondo una parte di mondo che a lei era totalmente sconosciuta avendo vissuto sempre e solo nelle foreste: nuove razze, nuove terre, nuove avventure. Certamente sarebbe stato difficile dover rinunciare alla sua solitudine ma la curiosità e la voglia di viaggiare era tanta.
Decide quindi di partire con Silgor. Inizialmente Kassandra si limita ad accompagnarlo in silenzio, attenta solo al suo dovere di proteggerlo da eventuali pericoli, minimante interessata a scambiare con lui qualche parola. Ma con il passare del tempo tra i due si stringe un vero legame di lealtà e amicizia e si rafforza giorno dopo giorno.

Kassandra durante le avventure che vive a Riddleport e al Gomito del Diavolo impara ad affinare le sue abilità di Ranger, ma impara anche a stringere legami con le altre persone, anche se il suo primo approccio è sempre diffidente. Con i suoi compagni di viaggio, in particolar modo con il cugino Silgor, stringe un vero rapporto di amicizia e fiducia, per i quali spesso ha rischiato la vita.


Tende ad agire seguendo il suo istinto e a rispettare le sue leggi, perseguendo comunque il bene, anche se ignorando quelle che potrebbero essere i dettami della società. E’ silenziosa e solitaria ma determinata e vendicativa (soprattutto se si prova a separarla dal suo arco!): se ha preso di mira una preda non si darà pace finché non l’avrà catturata. 

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