martedì 30 settembre 2014

Ventottesima Giocata: 29 Settembre [Parte 2]

Fogliapiangente, 26 Pharast 4711 CA

Waldemar e Enomis in groppa ai loro cavalli vengono dunque accompagnati da due elfi al limitare del bosco: durante il tragitto però i due combattenti attaccano i due elfi, e il Paladino ne ferisce uno a morte. Immediatamente Enomis sente che qualcosa dentro di sè si è rotto, e non è la sua spada a terra, spezzata e grondante del sangue dell'elfo. Una tempesta comincia ad infuriare attorno ai due uomini ed Enomis perde conoscenza: sogna di essere proiettato in un mondo sconvolgente; una luce immensa è sopra di lui ma egli precipita inesorabilmente verso un buio assordante; la sua caduta viene arrestata da un isolotto di terra e di fuoco ed attorno a lui Enomis non riesce a vedere altro se non il vuoto ed altri infiniti isolotti identici al suo.

Kassandra, nel frattempo, rimasta con Eviana, sebbene sentendosi tradita e ferita dai compagni, vista la terribile tempesta, decide di andare alla ricerca dei due umani per accertarsi delle loro condizioni. Riesce a seguire le loro tracce fino a quando nota davanti a sè nel bosco una creatura enorme, armata di un paio di grosse corna e di una falce; l'elfa decide saggiamente di non attaccarla ma di seguirla a sua volta: nota così che anche la creatura stava seguendo le stracce dei suoi compagni.  

Waldemar, rimasto solo con Enomis privo di conoscenza, tenta di ripararsi dalla sconvolgente tempesta ma nota all'improvviso una sagoma di un'imponente creatura. Essa si presenta: si chiama Ezru e, con molta gentilezza e freddezza, dice di essere venuta per offrire una seconda opportunità al Paladino, un'offerta che nessuno più sarà disposto ad offrirgli. Nel frattempo Enomis, dal profondo del buio in cui si trova, sente il discorso di Waldemar e di Ezru ma non li riconosce: la sua caduta gli ha fatto dimenticare ogni cosa. Il guerriero, in maniera astuta, tenta di evitare in tutti i modi che Ezru, creatura demoniaca, si possa avvicinare al compagno svenuto e riesce a far sfuggire sè stesso, sebbene molto tentato, e il compagno, dall'offerta del demone. Dunque Ezru, vista la solida volontà di Waldemar, decide di allontanarsi e di andare a offrire i suoi demoniaci servigi altrove. 
Immediatamente Enomis, nudo sull'isolotto di terra e di fuoco, si sente mancare il terreno sotto i piedi: comincia a precipitare nuovamente e sempre più veloce verso un buio ancora più profondo; la sua caduta sembra senza fine ma ecco che atterra verso il suo corpo terreno, in groppa al suo cavallo e affianco al suo compagno. 

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